DOMENICA 24 GENNAIO 2018 SAN GIOVANNI BATTISTA DEI GENOVESI

SAN GIOVANNI BATTISTA DEI GENOVESI

DOMENICA 24 GENNAIO  ORE 10.30

INGRESSO CON PERMESSO SPECIALE

Una mattinata nel cuore di Trastevere per esplorare angoli sconosciuti della Città Eterna che riempiono gli occhi di bellezza e  raccontano tante e tante storie.

In particolare questa storia ha inizio nel lontano 21 gennaio 1482 quando Sisto IV della Rovere, committente della Cappella Sistina con la bolla Iter alia rese esecutivo il testamento di un nobile genovese, Meliaduce Cicala, il quale lasciò i suoi beni alla Camera Apostolica con l’obbligo di costruire, nei pressi del porto di Ripa Grande, una chiesa e un ospedale che doveva accogliere e curare i marinai genovesi ammalati o bisognosi di assistenza.

In quello stesso anno ebbero inizio i lavori dell’ospedale, dove prestarono la loro opera fra gli altri: Bartolomeo Emanuelli, considerato un riformatore della medicina e Cesare Macchiati da Fermo, che insegnò medicina alla Sapienza e fu medico particolare di Cristina di Svezia.

Costeggiando via Anicia vedremo l’ala dell’antico ospedale che per ben due secoli assicurò assistenza medica non soltanto ai genovesi, ma anche ai liguri ed ai marinai siciliani, veneziani, pisani e marsigliesi che  prestavano servizio su barche genovesi.

La chiesa che visiteremo,  pur risalendo al XV secolo  si deve soprattutto agli interventi ottocenteschi condotti sotto la direzione dell’architetto Francesco Cellini; al suo interno potremo ammirare il monumento funebre di Meliaduce Cicala, fondatore dell’ospedale (+ 1481), attribuito alla bottega di  Andrea Bregno. Nella chiesa fu  redatto nel 1576 lo statuto della Confraternita dei Genovesi alla quale venne riconosciuta la facoltà di liberare un condannato a morte nel giorno di San Giovanni Battista.

La visita costituisce un’occasione imperdibile per vivere uno dei più begli esempi di chiostri quattrocenteschi a Roma: attribuito a Baccio Pontelli è caratterizzato dal portico ad archi e loggia architravata.

Il “frutteto-giardino”, abbracciato dal chiostro in cui dominano alberi di limoni e mandarini, siepi di mirto, piante di acanto e rose rampicanti che incorniciano il pozzo di travertino della fine del sec. XV costituisce il set di una nota serie TV: Che Dio ci aiuti.

La visita consente l’accesso alla Sacrestia, la Sala del Consiglio, con soffitti quattrocenteschi e culminerà con l’Archivio dove potremo vedere documenti originali e pergamene di rara bellezza.

Ci teniamo ad evidenziare che l’intento di questo ciclo di visite è sostenere il restauro del patrimonio librario, archivistico e documentario attraverso l’acquisto del costo del biglietto di ingresso.

PER INFO E PRENOTAZIONI: info.otium@gmail.com