LA ROMA ANTICA

La città che nasce: viaggio alle origini tra mito e storia

Campidoglio – Via dei Fori Imperiali – Foro Romano – Palatino – Colosseo

Entrato […] a Roma centro dell’impero […] rimase meravigliato alla vista dei rostri, il famosissimo foro dell’antica potenza, e, dovunque volgesse lo sguardo, era colpito dalla bellezza delle numerose opere d’arte. […] Ammirava la mole dell’Anfiteatro, salda nella struttura di travertino, alla cui sommità a fatica sale lo sguardo umano…. Ma quando giunse al foro di Traiano  […] rimase attonito e volse gli sguardi a quel gigantesco complesso di edifici, che non può essere descritto con parole umane né imitato da un mortale. […] Durante la visita di molti monumenti,che produssero su di lui profonda impressione, l’imperatore accusava la caducità e la malignità della fama perché,  pur esagerando sempre ogni cosa, è inetta a descrivere le bellezze di Roma.>> Così Ammiano Marcellino, storico di IV secolo, descrive il viaggio dell’imperatore Costanzo II a Roma avvenuto nel 357. Dopo tanti secoli chi oggi si pone di fronte alla città antica  prova un misto di esaltazione per ciò che era e melanconia per quel che è andato irrimediabilmente perduto. Ognuno al cospetto delle rovine è idealmente chiamato a risarcire con l’immaginazione quel che è stato corroso dal tempo e dagli uomini. E’ il fascino della rovina, sublime sintesi tra natura e storia.

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

Ci piace l’idea che il primo contatto empatico con la città possa essere la piazza del Campidoglio. Questa bella piazza rinascimentale ha in realtà origini antiche e svela il senso più profondo dell’Urbe: Roma è una città nata dall’accoglienza. Sulla piazza, denominata in origine asilum, secondo la tradizione Romolo, primo re di Roma, accolse gli abitanti dei villaggi vicini dando così origine alla città nell’VIII sec. a.C., da lì l’espressione ‘dare asilo alle genti’. L’assetto attuale della collina è il risultato di trasformazioni millenarie da antica acropoli a sede delle istituzioni comunali a partire dall’età medievale a splendido spazio rinascimentale ideato come un foro all’antica. Sulla piazza, disegnata da Michelangelo che ha concepito come suo fulcro la statua equestre del Marc’Aurelio (II sec. d.C.) si affacciano i Musei Capitolini, i primi musei pubblici del mondo (1734), dove sono custoditi molti capolavori di arte antica, una importante pinacoteca e, non ultimo, la statua originale della Lupa con i gemelli.

VIA DEI FORI IMPERIALI

Da Piazza del Campidoglio si scende verso la via dei Fori Imperiali, strada aperta negli anni Trenta del ‘900 da Mussolini, per collegare Piazza Venezia al Colosseo ed esaltare la ritrovata grandezza dell’Impero. La strada è costeggiata dalle rovine imponenti degli antichi fori, ne ha anzi comportato la separazione tra la parte più antica, denominata Foro romano e gli ampliamenti successivi realizzati in età imperiale, culminati con il complesso di Traiano che sbancò una parte della collina del Quirinale per costruire l’ultima e più monumentale piazza. La Colonna Traianea con i suoi 40 m di altezza doveva segnalare proprio l’altitudine raggiunta dalla collina prima del taglio; capolavoro della scultura romana, la colonna, racconta con un ritmo avvincente la conquista della Dacia, l’attuale Romania. Vale la pena di soffermarsi ad osservare le scene che si susseguono nei circa 200 m di quello che sembra un gigantesco rotolo di pergamena animato da ben 2500 personaggi.

FORO ROMANO

Il Foro romano era la piazza pubblica, centro della vita politica, religiosa, commerciale della Roma antica. La vallata del foro  di origini paludose era utilizzata dapprima come necropoli (dal X al VII secolo a.C.) e poi, dopo la bonifica realizzata dal primo re etrusco, Tarquinio Prisco, fu il cuore della città, fino al definitivo abbandono nel 608 d.C.; i templi, gli archi trionfali che accoglievano i generali vittoriosi di ritorno dalle campagne militari, le basiliche, destinate all’amministrazione della giustizia,  la Curia, sede del Senato, il Comizio, dove si svolgevano le assemblee dei cittadini e le colonne onorarie un tempo sormontate da sculture celebrative permettono di penetrare negli aspetti più complessi della vita pubblica della caput mundi.

PALATINO

Dal Foro Romano, superando l’arco di Tito  si raggiunge il Palatino  dove  è stato rinvenuto il primo abitato della città risalente all’VIII sec. a.C. E’ alle pendici della collina che secondo la tradizione  furono rinvenuti i due gemelli, Romolo e Remo, allattati dalla lupa. Il Palatino non è semplicemente il simbolo delle origini di Roma, esso è sede di culti antichissimi e proprio perché legato alla memoria storica della città è stato prescelto per la realizzazione delle residenze imperiali. Ancora oggi si visitano i resti della Domus di Augusto, quelli della Domus Transitoria di Nerone e in particolare del fastoso e immenso Palazzo costruito da Domiziano (fine del I secolo d.C.), opera geniale dell’architetto Rabirio. Gli scrittori antichi lo descrivono “alto come il cielo” che sembrava con la sua mole grandiosa “arrivare a toccare le stelle” e dominare sull’intera città. E’ sulle rovine imperiali che nel Rinascimento i Farnese hanno realizzato gli Horti Palatini, eleganti giardini caratterizzati da raffinate architetture e giochi d’acqua.

COLOSSEO

Dal Palatino ci si sposta al Colosseo, l’anfiteatro più vasto costruito dai romani. L’edificio costruito alla fine del I secolo d.C. dagli imperatori flavi  è il simbolo per eccellenza dell’Antichità: la sua mole  enorme (50 metri circa di altezza, 3357 m2 di estensione), la perfezione tecnica della sua architettura e la vasta eco degli spettacoli che vi si svolgevano  (cacce, combattimenti tra gladiatori e naumachie, ovvero battaglie navali) ne hanno fatto un monumento unico al mondo.

Sulle sue arcate si sono sedimentati circa 2000 anni, durante i quali il tempo e gli uomini hanno smangiato la grandiosa architettura, l’hanno privata delle ricche decorazioni ma non sono riusciti ad attenuare la forza dell’impatto emotivo  di fronte alla sua mole possente che domina prepotentemente la Città Eterna.

SAPEVI CHE?

La statua bronzea della lupa, in origine non comprendeva i due gemelli. Se osservi attentamente noterai che non c’è alcun rapporto tra l’animale e i due fratelli. La statua infatti, prima di essere donata da papa Sisto IV al Campidoglio (1471) era un simbolo di giustizia e di morte: davanti alla lupa venivano giustiziati i condannati a morte. Romolo e Remo sono stati aggiunti solo nel Rinascimento, così la scultura da simbolo di morte è stata trasformata nella madre del popolo romano.

 

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