LE PIAZZE

Nel cuore della città: Il Campo Marzio 

Piazza Venezia – Piazza Navona – Pantheon – Piazza Sant’Ignazio -  Piazza di Pietra – Piazza del Popolo – Fontana di Trevi -  Piazza di Spagna – Campo de’ Fiori

Sviluppare un rapporto empatico con la città, cercare un dialogo, conoscere i suoi aspetti più autentici significa vivere le piazze. Nessun luogo come la piazza è in grado di riassumere la storia, la cultura, la società e l’arte di una città. La piazza è il luogo di incontro per eccellenza, è lo spazio dell’identità ma anche del confronto e dello scambio, straordinaria  cerniera tra vita pubblica e vita privata. Lasciarsi coinvolgere nel racconto intenso degli spazi medievali, delle invenzioni prospettiche del Rinascimento e delle  sensuali scenografie barocche significa cogliere il senso profondo di Roma.

Ai piedi della collina del Campidoglio si apre Piazza Venezia,  dominata dalla mole del monumento a Vittorio Emanuele II (1885-1911) che per il suo aspetto fu soprannominato “macchina per scrivere” e da Palazzo Venezia, prima grande realizzazione di architettura civile nella Roma rinascimentale.

PIAZZA NAVONA

Da Piazza Venezia si raggiunge Piazza Navona, uno dei luoghi di Roma in cui traspare maggiormente il tessuto urbano della città antica: la sua particolare forma allungata, infatti, rievoca l’antico stadio di Domiziano dove si svolgevano gli agones, ovvero le competizioni sportive. E’ uno dei maggiori esiti del barocco romano al quale hanno contribuito i due più importanti maestri del tempo: Borromini e Bernini. Il primo, infatti, ha disegnato la facciata della chiesa di Santa Agnese in Agone, mentre a Bernini si deve la Fontana dei Quattro Fiumi. Secondo la tradizione Bernini avrebbe denunciato l’incompetenza del suo acerrimo rivale nel gesto di una delle statue della fontana dei fiumi, il Rio della Plata, che sembra volersi proteggere dall’equilibrio precario della Chiesa di Sant’Agnese. Tale leggenda è però priva di fondamento in quanto la fontana è precedente agli interventi del Borromini.

IL PANTHEON

Attraversando le viuzze pedonali del Campo Marzo si raggiunge il Pantheon simbolo della perfezione dell’architettura dell’antichità. A dispetto dell’iscrizione sull’architrave che ne attribuisce la paternità a Marco Agrippa l’attuale Pantheon si deve all’imperatore Adriano (II sec. d.C.) che lo ricostruì in seguito ad un incendio. Si è conservato grazie al fatto che un imperatore bizantino, Foca, nel 608 lo donò alla Chiesa ed esso fu, quindi, consacrato a  S. Maria ad Martyres. Oggi al suo interno ci sono le tombe dei sovrani del regno d’Italia e, non ultimo, di Raffaello, grande protagonista del Rinascimento italiano. Dalla piazza si può ammirare la cupola dell’edificio, la più grande dell’antichità, realizzata con un’unica gettata di conglomerato cementizio,  e la bella fontana cinquecentesca progettata da Giacomo della Porta, sormontata da un obelisco egiziano.

Non lontano dal Pantheon ci sono altre due piazze che si distinguono per originalità: quella Sant’Ignazio e Piazza di Pietra. La sistemazione urbanistica della prima, che sembra evocare la scena di un teatro, si deve a una magnifica invenzione di Filippo Raguzzini (1727-1728); all’interno della chiesa omonima è uno dei più spettacolari esempi di illusionismo prospettico, capolavoro del pittore Andrea Pozzo.  Piazza di Pietra deve la sua particolarità alle undici monumentali colonne del Tempio di Adriano (II sec. d.C.) inglobate nel Palazzo della Borsa.

FONTANA DI TREVI

Superando Piazza Colonna si raggiunge la Fontana di Trevi, senz’altro uno dei luoghi più evocativi di Roma. Federico Fellini qui ha girato una delle più belle scene della storia del cinema: il bagno di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, protagonisti de “La Dolce Vita”.  La fontana, alimentata dell’antico acquedotto dell’Acqua Vergine è opera di Nicola Salvi (XVIII secolo). Come noto, la tradizione vuole che gettando una moneta  nella fontana ci si assicura il ritorno a Roma.

PIAZZA DI SPAGNA

Proseguendo si giunge a Piazza di Spagna, uno dei luoghi più animati di Roma; il nome deriva dalla presenza dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede. La piazza ha conosciuto la definitiva sistemazione con l’elegante scalinata di Francesco De Sanctis (XVIII secolo) che conduce alla Chiesa della Trinità dei Monti. Ai piedi della scalinata è la fontana della Barcaccia, che sembra una barca semisommersa, realizzata per volontà del papa Urbano VIII Barberini dal Bernini (l’attribuzione è ancora incerta tra Pietro e il più celebre figlio Gian Lorenzo).

PIAZZA DEL POPOLO

Percorrendo via del Babbuino si arriva a Piazza del Popolo, la porta nord della città. La piazza deriva il suo nome dalla chiesa di Santa Maria del Popolo dove sono conservate numerose opere d’arte, tra cui due grandi tele di Caravaggio: La conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. La sistemazione attuale della piazza e delle terrazze della passeggiata del Pincio si deve a Giuseppe Valadier, grande architetto del neoclassicismo romano. Al centro della piazza si erge uno dei più grandi obelischi egiziani di Roma, fatto costruire dal faraone  Ramsete II.  L’effetto scenografico di Piazza del Popolo, configurata come un doppio emiciclo, è accentuato dal tridente, ovvero tre grandi assi viari che penetrano nel cuore della città: Via del Corso, Via del Babbuino e Via di Ripetta.

Un luogo di ritrovo per eccellenza dei romani? Sicuramente Campo de’ Fiori, una delle piazze più animate di Roma, di giorno sede di uno dei mercati più colorati e vivaci della città e di sera punto di incontro di giovani e non solo che la prediligono per prendere un aperitivo e godere delle serate dolci della Capitale.

SAPEVI CHE?

A Roma a partire dal Rinascimento si usava affiggere su alcune sculture le cosiddette ‘pasquinate’, scritti diffamatori contro il potere e gli eccessi papali che i romani firmavano sotto il nome di Pasquino. Si tratta delle celebri Statue parlanti, la più famosa dei quali è il Pasquino, scultura senza volto che forse faceva parte del gruppo di Menelao con il corpo di Patroclo, copia romana di un gruppo ellenistico. Le altre statue sono il Marforio (all’interno del cortile di Palazzo Nuovo, sul Campidoglio), il Babbuino nella via omonima, l’abate Luigi e, l’unica femminile, Madama Lucrezia (piazza San Marco).

 

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